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Il Premio Giancarlo Siani    
Bando del Concorso  

Premio e Borsa di Studio
"Giancarlo SIANI" - edizione 2011

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Istituto
Suor Orsola Benincasa





 

Premio “Giancarlo Siani”

sesta edizione 2009

 

Di seguito i vincitori del Premio giornalistico "Giancarlo Siani" 2009 giunto alla VI edizione e promosso dall'Ordine dei giornalisti della Campania, dall'Associazione Stampa Campania, dall'Università suor Orsola Benincasa, dall'Associazione Siani e dal Mattino.

 

1° PREMIO ex aequo per l'Audiovisivo

BIUTIFUL CAUNTRI di Esmeralda Calabria, Peppe Ruggiero, Andrea D’Ambrosio Edizione BUR Rizzoli

Motivazione:

Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche. Voci ed immagini da una terra violata, consumata da un Nord operoso e senza scrupoli e le nuove forme di criminalità organizzata, narrata con immagini inedite del traffico illecito di rifiuti. Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio. Siamo in Italia, nella regione Campania, dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole, come ha anche  raccontato Roberto Saviano in “Gomorra”. Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un’attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale. Il problema dei rifiuti investe meccanismi ampi e complessi che riguardano la politica, l’economia, la criminalità, la salute pubblica e che interessa non solo la Campania, ma l’intero Paese.

 

1° PREMIO ex aequo per il Libro

“C’ERANO BEI CANI MA MOLTO SERI
Storia di mio fratello Giovanni, ucciso per aver scritto troppo
di Alberto Spampinato,
Edizioni Ponte alle Grazie . Milano

Motivazione:

Un libro delicato e gentile, un racconto toccante e personale, nel quale Alberto Spampinato, oggi quirinalista dell’Ansa, racconta la storia vera del fratello Giovanni, barbaramente ucciso all’età di venticinque anni. “Assassinato perché cercava la verità” – titolò L’Ora, il giornale per il quale faceva il corrispondente da Ragusa e che era stato di Mauro De Mauro e di Cosimo Cristina.

Venne assassinato il 27 ottobre 1972 da Roberto Campria, figlio dell'allora presidente del tribunale di Ragusa, in un contesto che all'epoca non venne adeguatamente investigato in sede giudiziaria. Spampinato indagava sull'uccisione di un facoltoso ingegnere-imprenditore, Angelo Tumino, che era avvenuta a Ragusa il 25 febbraio dello stesso anno.

A distanza di trent’anni Alberto restituisce l’immagine appassionata e gentile, di questo giovane giornalista, dando ampio spazio alla memoria degli anni trascorsi insieme, in famiglia, con la passione politica del  padre, che era stato eroico comandante partigiano in Jugoslavia, la condivisione  dei giochi d’infanzia e  della gioia del raccontare, fino all’indicibile squassante dolore della perdita. Vi raccoglie anche un’indagine personale e profonda sulla storia culturale e sociale della sua terra, la Sicilia e del nostro Paese, arricchendo il testo di significativi contributi e di pagine tratte dagli scritti di Giovanni.

 

2° PREMIO

a Libero De Rienzo
per la interpretazione della figura di Giancarlo Siani nel Film “Fortapàsc” di Marco Risi

Motivazione:

Fortapàsc narra la vicenda umana di Giancarlo Siani, giovane giornalista di 26 anni , ucciso dalla camorra “per colpire la libertà di stampa”, come recita l’incisione nella scultura, realizzata da Mimmo Palladino, che si trova nella Sala riunioni de “Il Mattino”, il giornale per il quale era stato corrispondente da Torre Annunziata e dal quale aspettava l’assunzione definitiva.  Libero De Rienzo, con la sua straordinaria rassomiglianza, restituisce l’immagine del giovane cronista, amante della vita, della verità, del suo mestiere. Riesce a rendere con grande maestria, grazie ad un evidente accurato studio personale e ad una magistrale guida registica,  sia l’atteggiamento scanzonato di Giancarlo, facendo rivivere i suoi gesti e i suoi atteggiamenti, sia la sua metodica, pervicace, documentata capacità di fare il cronista da una realtà drammaticamente complessa,  che lo porterà a denunciare aspetti di corruzione in segmenti della politica locale, ma soprattutto  a dare un insopportabile fastidio ai poteri criminali, che ne decretano la morte.  Il suo sorriso farà rivivere, con la magia del cinema, il sorriso di Giancarlo, amato da migliaia di giovani, che si riconoscono nella sua pulizia morale e nel suo entusiasmo.

 

3° PREMIO per il Libro

FUORI DAL COMUNE

Lo scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose
di Vittorio Mete
Edizioni Bonanno. Acireale (CT)

Motivazione:

Il volume contiene un’analisi dettagliata e documentata della legge contro le infiltrazioni mafiose nelle amministrazioni locali , che, in quasi due decenni di applicazione, ha portato a 181 scioglimenti. Nel libro è accuratamente descritta la battaglia contro il malcostume dei politici locali che non badano all’odore dei voti, favoriti dall’accorta distrazione degli uomini politici nazionali e dalla cultura politica particolaristica di molti elettori.  Il testo, ricco di dati, getta luce sui limiti della normativa e della sua applicazione. Un focus particolare viene dedicato al secondo scioglimento del comune di Lamezia Terme. La ricerca condotta sul campo, che si avvale di una pluralità di tecniche d’indagine sociale, mostra che le pratiche di raccolta del consenso sono rimaste immutate.  Vi sono illustrate varie proposte di modifica parlamentare della normativa, fino a quelle approvate nel luglio 2009, ritenute , però, ancora inadeguate rispetto ai veri problemi derivanti dal persistente rapporto tra mafia e politica a livello locale.

 

PREMIO ex aequo sezione FUMETTO

DON PEPPE DIANA PER AMORE DEL MIO POPOLO
di Raffaele Lupoli e Francesco Matteuzzi
Edizioni  Round Robin  Roma

Motivazione:

Disegni di Riccardo Innocenti, Luca Ferrara, Luca Cicchitti, Giovanni Ballati, Mauro Balloni, Anna Ciammitti.

“Chi è Don Peppe ?” “Sono io” . Risponde Don Peppe Diana al killer che gli spara alle 7.30 del mattino del 19 marzo 1994 nella sagrestia della Chiesa di San Nicola a Casal di Principe. Nella terra di Francesco Schiavone, detto “Sandokan”, Don Peppe combatte con i poveri e semplici strumenti di un prete di provincia la sua guerra impari contro la cultura camorrista della sopraffazione e della violenza. Promotore del Documento “Per amore del mio popolo” ,firmato dai parroci della Forania e diffuso nel Natale del 1991 in tutte le Chiese della zona. Animatore per i giovani di mille iniziative; Scout tra gli scout. La sua eredità raccolta dal Comitato Don Peppe Diana. 40.000 persone a ricordarlo il 19 marzo 2009, affianco ai genitori, Jolanda e Gennaro. Il Cardinale Sepe che indossa, in Cattedrale,  la sua stola. Oggi un cartello indica Casal di Principe come città nativa di Don Peppe Diana e nasce una cooperativa per lavorare in aree confiscate “sulle terre di Don Peppe Diana” . Il fumetto racconta la sua storia e l’eredità che ha lasciato sul territorio, senza trascurare i tentativi di delegittimare la sua figura dopo l’omicidio.  “Don Peppino era un prete e basta. Semplicemente un uomo di Chiesa, come ebbe modo di ribadire , quando lo etichettavano sbrigativamente quale  prete anticamorra” – scrive Luigi Ciotti. Gli autori e i disegnatori hanno dato vita ad un quadro fedele, anche dal punto di vista visivo, di fatti, luoghi e personaggi, dando anche ampio risalto ai ricordi di parenti e conoscenti, alla ricerca iconografica ed all’approfondimento giornalistico.

 

PREMIO ex aequo sezione FUMETTO

PEPPINO IMPASTATO, un giullare contro la mafia
di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso
Prefazione di Lirio Abbate
Edizioni Becco Giallo.  Padova

Motivazione:

Dai microfoni di Radio Aut, con l’arma tagliente della satira, poche settimane prima del suo assassinio, Peppino Impastato attacca ancora una volta i mafiosi di Cinisi, ed in particolare il terribile Boss Tano Badalamenti. Come nel film di Marco Tullio Giordana , I cento passi e per la prima volta a fumetti, dalla reazione degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze inedite di amici e parenti , ecco il ritratto del giovane Peppino: amico sincero in prima linea nella lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed esempio di impegno civile per i più giovani, figlio coraggioso che ha rinunciato al retaggio mafioso della famiglia, schiaffo insopportabile per gli interessi dei mafiosi e dei politici locali. Dopo infami tentativi di depistaggio, che da vittima l’avevano fatto apparire carnefice, nelle vesti di terrorista, la verità giudiziaria giunge nell’aprile del 2002 con l’ergastolo per Badalamenti e la condanna a 30 anni di Vito Palazzolo. Giunge nelle mani della madre Felicia Bartolotta la relazione della Commissione antimafia, che ne riabilita la figura, valorizzando l’impegno dei suoi amici e del fratello Giovanni. “Con le idee ed il coraggio di Peppino noi continuiamo”.

 

MENZIONE SPECIALE

GIANCARLO SIANI – IL CORAGGIO DELLA VERITA’
di Pasquale Filippone e Mariangela Modafferi

Motivazione:

Il servizio video, della durata di 10’  presenta  in maniera giornalistica la vicenda di Giancarlo Siani, ricostruendo  le ragioni dell’omicidio,  le tappe del processo che ha portato ad individuare e condannare mandanti ed assassini , col corredo di interviste a colleghi del tempo ed a protagonisti dell’associazione che porta il suo nome.  Mostra i luoghi delle inchieste di Giancarlo, ma anche quelli dedicati alla sua memoria,  dalla strada in cui viveva con la famiglia, alla targa apposta per volontà del Comune di Napoli alle Rampe Siani, dove ogni anno scolaresche portano fiori.

 

 

 

 


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