

Istituto
Suor Orsola Benincasa




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Premio “Giancarlo Siani”
sesta
edizione 2009
Di seguito i
vincitori del Premio giornalistico "Giancarlo Siani" 2009
giunto alla VI edizione e promosso dall'Ordine dei
giornalisti della Campania, dall'Associazione Stampa
Campania, dall'Università suor Orsola Benincasa,
dall'Associazione Siani e dal Mattino.
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1°
PREMIO
ex aequo per l'Audiovisivo
BIUTIFUL CAUNTRI di
Esmeralda Calabria, Peppe Ruggiero, Andrea D’Ambrosio
Edizione BUR Rizzoli
Motivazione:
Allevatori che vedono morire le proprie pecore per la
diossina. Un educatore che lotta contro i crimini
ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate
per la vicinanza di discariche. Voci ed immagini da una
terra violata, consumata da un Nord operoso e senza
scrupoli e le nuove forme di criminalità organizzata,
narrata con immagini inedite del traffico illecito di
rifiuti. Storie di denuncia e testimonianza del massacro
di un territorio. Siamo in Italia, nella regione
Campania, dove sono presenti 1200 discariche abusive di
rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice
che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole,
come ha anche raccontato Roberto Saviano in “Gomorra”.
Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata
ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che
svela i meccanismi di un’attività violenta che sta
provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi
altro fenomeno criminale. Il problema dei rifiuti
investe meccanismi ampi e complessi che riguardano la
politica, l’economia, la criminalità, la salute pubblica
e che interessa non solo la Campania, ma l’intero Paese.
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1°
PREMIO
ex aequo per il Libro
“C’ERANO BEI CANI MA MOLTO SERI”
Storia di mio fratello Giovanni, ucciso per aver scritto
troppo
di Alberto Spampinato,
Edizioni Ponte alle Grazie . Milano
Motivazione:
Un libro
delicato e gentile, un racconto toccante e personale,
nel quale Alberto Spampinato, oggi quirinalista
dell’Ansa, racconta la storia vera del fratello
Giovanni, barbaramente ucciso all’età di venticinque
anni. “Assassinato perché cercava la verità” – titolò
L’Ora, il giornale per il quale faceva il corrispondente
da Ragusa e che era stato di Mauro De Mauro e di Cosimo
Cristina.
Venne
assassinato il 27 ottobre 1972 da Roberto Campria,
figlio dell'allora presidente del tribunale di Ragusa,
in un contesto che all'epoca non venne adeguatamente
investigato in sede giudiziaria. Spampinato indagava
sull'uccisione di un facoltoso ingegnere-imprenditore,
Angelo Tumino, che era avvenuta a Ragusa il 25 febbraio
dello stesso anno.
A distanza di trent’anni Alberto restituisce l’immagine
appassionata e gentile, di questo giovane giornalista,
dando ampio spazio alla memoria degli anni trascorsi
insieme, in famiglia, con la passione politica del
padre, che era stato eroico comandante partigiano in
Jugoslavia, la condivisione dei giochi d’infanzia e
della gioia del raccontare, fino all’indicibile
squassante dolore della perdita. Vi raccoglie anche
un’indagine personale e profonda sulla storia culturale
e sociale della sua terra, la Sicilia e del nostro
Paese, arricchendo il testo di significativi contributi
e di pagine tratte dagli scritti di Giovanni.
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2°
PREMIO
a
Libero De Rienzo
per la interpretazione della figura
di Giancarlo Siani nel Film “Fortapàsc” di Marco Risi
Motivazione:
Fortapàsc narra la vicenda umana di Giancarlo Siani,
giovane giornalista di 26 anni , ucciso dalla camorra
“per colpire la libertà di stampa”, come recita
l’incisione nella scultura, realizzata da Mimmo
Palladino, che si trova nella Sala riunioni de “Il
Mattino”, il giornale per il quale era stato
corrispondente da Torre Annunziata e dal quale aspettava
l’assunzione definitiva. Libero De Rienzo, con
la sua straordinaria rassomiglianza, restituisce
l’immagine del giovane cronista, amante della vita,
della verità, del suo mestiere. Riesce a rendere con
grande maestria, grazie ad un evidente accurato studio
personale e ad una magistrale guida registica, sia
l’atteggiamento scanzonato di Giancarlo, facendo
rivivere i suoi gesti e i suoi atteggiamenti, sia la sua
metodica, pervicace, documentata capacità di fare il
cronista da una realtà drammaticamente complessa, che
lo porterà a denunciare aspetti di corruzione in
segmenti della politica locale, ma soprattutto a dare
un insopportabile fastidio ai poteri criminali, che ne
decretano la morte. Il suo sorriso farà rivivere, con
la magia del cinema, il sorriso di Giancarlo, amato da
migliaia di giovani, che si riconoscono nella sua
pulizia morale e nel suo entusiasmo.
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3°
PREMIO per il
Libro
FUORI DAL COMUNE
Lo scioglimento delle
amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose
di Vittorio Mete
Edizioni Bonanno. Acireale (CT)
Motivazione:
Il
volume contiene un’analisi dettagliata e documentata
della legge contro le infiltrazioni mafiose nelle
amministrazioni locali , che, in quasi due decenni di
applicazione, ha portato a 181 scioglimenti. Nel libro è
accuratamente descritta la battaglia contro il
malcostume dei politici locali che non badano all’odore
dei voti, favoriti dall’accorta distrazione degli uomini
politici nazionali e dalla cultura politica
particolaristica di molti elettori. Il testo, ricco di
dati, getta luce sui limiti della normativa e della sua
applicazione. Un focus particolare viene dedicato al
secondo scioglimento del comune di Lamezia Terme. La
ricerca condotta sul campo, che si avvale di una
pluralità di tecniche d’indagine sociale, mostra che le
pratiche di raccolta del consenso sono rimaste
immutate. Vi sono illustrate varie proposte di modifica
parlamentare della normativa, fino a quelle approvate
nel luglio 2009, ritenute , però, ancora inadeguate
rispetto ai veri problemi derivanti dal persistente
rapporto tra mafia e politica a livello locale.
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PREMIO
ex aequo
sezione FUMETTO
DON PEPPE DIANA PER AMORE DEL
MIO POPOLO
di Raffaele Lupoli e Francesco Matteuzzi
Edizioni Round Robin Roma
Motivazione:
Disegni di Riccardo Innocenti, Luca
Ferrara, Luca Cicchitti, Giovanni Ballati, Mauro Balloni,
Anna Ciammitti.
“Chi è
Don Peppe ?” “Sono io” . Risponde Don Peppe Diana al
killer che gli spara alle 7.30 del mattino del 19 marzo
1994 nella sagrestia della Chiesa di San Nicola a Casal
di Principe. Nella terra di Francesco Schiavone, detto
“Sandokan”, Don Peppe combatte con i poveri e semplici
strumenti di un prete di provincia la sua guerra impari
contro la cultura camorrista della sopraffazione e della
violenza. Promotore del Documento “Per amore del mio
popolo” ,firmato dai parroci della Forania e diffuso nel
Natale del 1991 in tutte le Chiese della zona. Animatore
per i giovani di mille iniziative; Scout tra gli scout.
La sua eredità raccolta dal Comitato Don Peppe Diana.
40.000 persone a ricordarlo il 19 marzo 2009, affianco
ai genitori, Jolanda e Gennaro. Il Cardinale Sepe che
indossa, in Cattedrale, la sua stola. Oggi un cartello
indica Casal di Principe come città nativa di Don Peppe
Diana e nasce una cooperativa per lavorare in aree
confiscate “sulle terre di Don Peppe Diana” . Il fumetto
racconta la sua storia e l’eredità che ha lasciato sul
territorio, senza trascurare i tentativi di
delegittimare la sua figura dopo l’omicidio. “Don
Peppino era un prete e basta. Semplicemente un uomo di
Chiesa, come ebbe modo di ribadire , quando lo
etichettavano sbrigativamente quale prete anticamorra”
– scrive Luigi Ciotti. Gli autori e i disegnatori hanno
dato vita ad un quadro fedele, anche dal punto di vista
visivo, di fatti, luoghi e personaggi, dando anche ampio
risalto ai ricordi di parenti e conoscenti, alla ricerca
iconografica ed all’approfondimento giornalistico.
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PREMIO
ex aequo
sezione FUMETTO
PEPPINO IMPASTATO, un giullare
contro la mafia
di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso
Prefazione di Lirio Abbate
Edizioni Becco Giallo. Padova
Motivazione:
Dai
microfoni di Radio Aut, con l’arma tagliente della
satira, poche settimane prima del suo assassinio,
Peppino Impastato attacca ancora una volta i mafiosi di
Cinisi, ed in particolare il terribile Boss Tano
Badalamenti. Come nel film di Marco Tullio Giordana , I
cento passi e per la prima volta a fumetti, dalla
reazione degli abitanti di Cinisi e dalle testimonianze
inedite di amici e parenti , ecco il ritratto del
giovane Peppino: amico sincero in prima linea nella
lotta alla mafia, fonte di ispirazione continua ed
esempio di impegno civile per i più giovani, figlio
coraggioso che ha rinunciato al retaggio mafioso della
famiglia, schiaffo insopportabile per gli interessi dei
mafiosi e dei politici locali. Dopo infami tentativi di
depistaggio, che da vittima l’avevano fatto apparire
carnefice, nelle vesti di terrorista, la verità
giudiziaria giunge nell’aprile del 2002 con l’ergastolo
per Badalamenti e la condanna a 30 anni di Vito
Palazzolo. Giunge nelle mani della madre Felicia
Bartolotta la relazione della Commissione
antimafia, che ne riabilita la figura, valorizzando
l’impegno dei suoi amici e del fratello Giovanni. “Con
le idee ed il coraggio di Peppino noi continuiamo”.
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MENZIONE SPECIALE
GIANCARLO SIANI – IL CORAGGIO DELLA VERITA’
di Pasquale Filippone e Mariangela Modafferi
Motivazione:
Il
servizio video, della durata di 10’ presenta in
maniera giornalistica la vicenda di Giancarlo Siani,
ricostruendo le ragioni dell’omicidio, le tappe del
processo che ha portato ad individuare e condannare
mandanti ed assassini , col corredo di interviste a
colleghi del tempo ed a protagonisti dell’associazione
che porta il suo nome. Mostra i luoghi delle inchieste
di Giancarlo, ma anche quelli dedicati alla sua
memoria, dalla strada in cui viveva con la famiglia,
alla targa apposta per volontà del Comune di Napoli alle
Rampe Siani, dove ogni anno scolaresche portano fiori.
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